STORIA DELLA CARTAPESTA

Le origini della Cartapesta, fenomeno tipicamente salentino, sono da ricercarsi nel '700, periodo in cui si assisteva al moltiplicarsi delle Chiese e dei Monumenti.

E proprio il culto dei salentini, che non disponevano di materie pregiate, trovò nell'arte di plasticare la carta (grazie all'aggiunta di altre materie povere come la paglia, stracci colla e gesso, e di pochi modesti attrezzi) la sua massima espressione artistica con la possibilità di realizzare una miriade di lavori sacri. Ancora oggi sono visibili alcuni magnifici lavori di quel periodo, uno tra tanti la controsoffitta della Chiesa di Santa Chiara a Lecce (progettata nel 1738) e ancora statue a grandezza naturale raffiguranti Santi, ad ornare l'interno e l'esterno delle varie Chiese e Cattedrali sparse su tutto il territorio salentino.

Dopo un periodo di declino negli ultimi anni si assiste ad una riscoperta della Cartapesta nell'artigianato e nell'arte.

La tecnica per la realizzazione della Cartapesta leccese e pressoché rimasta la stessa in tutti questi anni. La Cartapesta è composta, come già detto, da una poltiglia di carta straccia con poca cellulosa, acqua e colla di farina, viene pestata e fatta bollire, poi viene pressata per eliminare l'eccesso di acqua e aggiunta ad una soluzione di pasta di amido, colla d'animale e una sostanza resinosa; il risultato deve essere una pasta compatta da cui non scoli né acqua, né colla. Così pronta per l'uso può essere schiacciata in degli stampi di gesso oppure applicata su un'intelaiatura leggera di filo di ferro e paglia. Dopo averla essiccata ad una temperatura di 30° C ca. viene modellata con la cosiddetta "fuocheggiatura", in seguito si passa alla pittura

Oggi la produzione della Cartapesta, che nel Salento è prevalentemente concentrata nel suo capoluogo, Lecce, costituisce senza dubbio il grande risultato di una lunga lavorazione molto vicina alla massima espressione d'arte.

La produzione degli ultimi anni si è indirizzata soprattutto verso nuovi modelli quali natività, pastorelli, bambole, oggetti d'arredamento, bomboniere, ecc., senza però trascurare il tradizionale, inoltre vi è un confortante riavvicinamento dei giovani a questa bellissima arte.